Manifesto
Il Tibet non è un’emergenza che si accende sugli anniversari e si spegne nei silenzi. È una questione che attraversa il presente: i diritti delle persone, gli equilibri geopolitici dell’Asia, la sopravvivenza di una civiltà millenaria e della sua tradizione buddhista, il futuro climatico di un continente.
Il coordinamento
In Italia, chi lavora su questi temi lo fa da tempo, spesso in isolamento: associazioni storiche, comunità tibetana, istituti di studio, realtà religiose e culturali. Orizzonte Tibet nasce per dare a questo lavoro una voce coordinata, senza sostituirsi a nessuna delle realtà che lo compongono.
Il perimetro
Siamo un’associazione apartitica e aconfessionale — non per dichiarazione, ma per statuto. Non rappresentiamo una fede, un partito o una causa di parte: rappresentiamo l’esigenza di informazione verificabile e di continuità istituzionale su una questione che l’attualità tratta a intermittenza.
Il quadro d’insieme
Il nostro compito è mettere in relazione ciò che oggi resta separato: la dimensione dei diritti umani e quella geopolitica, la cultura tibetana e le questioni ambientali del Terzo Polo idrico, la responsabilità delle imprese lungo le filiere globali e le scelte di chi decide. Non aggiungiamo narrazioni: connettiamo fatti che già esistono e che raramente vengono letti insieme.
Il metodo
Ci rivolgiamo a chi ha bisogno di una fonte affidabile — giornalisti, istituzioni, ricercatori, imprese — e a chi vuole capire prima di prendere posizione. Lavoriamo sui fatti: ogni testo che pubblichiamo distingue ciò che è accertato da ciò che è interpretazione.
L’obiettivo
Orizzonte Tibet non chiede adesione a una causa. Offre uno strumento — coordinamento, competenza, continuità — perché il Tibet smetta di essere un argomento che si riaffaccia una volta l’anno e diventi una responsabilità che si può seguire, verificare, sostenere nel tempo.
Orizzonte Tibet è un’associazione non riconosciuta ai sensi degli articoli 36 e seguenti del Codice civile: apartitica, aconfessionale e senza fini di lucro. Ha sede a Milano ed è stata costituita il 7 luglio 2026 da parte di nove soci fondatori — sei enti attivi da anni sul Tibet e tre persone fisiche — con il sostegno esterno dell’Unione Buddhista Italiana.