Cinque prospettive, una responsabilità comune.
In Italia il Tibet viene raccontato soprattutto attraverso tre prospettive che raramente dialogano tra loro: diritti umani, geopolitica, cultura e spiritualità. Ne mancano altre due, decisive per capire la posta in gioco oggi: quella ambientale e quella legata alla responsabilità delle imprese. Orizzonte Tibet nasce per tenerle insieme.
Diritti umani
La condizione dei diritti fondamentali della popolazione tibetana è documentata da organizzazioni internazionali e da fonti dirette. Il nostro compito è raccogliere e verificare, distinguendo i fatti accertati dalle interpretazioni politiche che spesso li accompagnano.
Geopolitica
Il Tibet è un nodo negli equilibri tra Cina, India e Asia centrale, e la questione della successione del Dalai Lama ha implicazioni che vanno oltre la sfera religiosa.
Cultura e spiritualità
La trasmissione della lingua, della tradizione monastica e delle pratiche culturali tibetane prosegue sia in Tibet sia nella diaspora. È il terreno su cui più soci fondatori operano da decenni.
Ambiente
Il Tibet ospita i ghiacciai da cui nascono dieci fiumi che alimentano oltre 1,5 miliardi di persone in Asia: è il Terzo Polo idrico del pianeta.
Etica d’impresa
Filiere produttive e strategie di de-risking: la sorveglianza biometrica sull’altopiano e l’opacità degli audit indipendenti espongono le imprese a rischi sistemici, documentati da fonti internazionali. Operare in relazione al Tibet comporta scelte dirette per imprese e investitori — una prospettiva ancora poco presente nel dibattito pubblico italiano.